PERIODO

SETTIMANE

BUNGALOW

CASETTE

VILLETTE

Aprile

Maggio

05\4 - 7\6 

  200,00

 250,00 

Giugno

 

  7– 14

14– 21

  250,00

 300,00 

 21– 28

28– 5\7  

  300,00

 350,00 

luglio

 

 5– 12

12– 19 

  400,00

 450,00 

 19– 27

27– 2\8 

  450,00

 550,00 

Agosto

 

 17– 23

  650,00

 750,00 

 2– 9

9– 17 

  700,00

 800,00 

  23– 30

  600,00

 700,00 

Settembre

 

 30\8– 6

  300,00

 350,00 

 6– 13

13– 20

  250,00

 300,00 

PERIODO

SETTIMANE

BUNGALOW

CASETTE

VILLETTE

Aprile

Maggio

05\4 - 7\6 

  200,00

 250,00 

Giugno

 

  7– 14

14– 21

  250,00

 300,00 

 21– 28

28– 5\7  

  300,00

 350,00 

luglio

 

 5– 12

12– 19 

  400,00

 450,00 

 19– 27

27– 2\8 

  450,00

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Agosto

 

 17– 23

  650,00

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 2– 9

9– 17 

  700,00

 800,00 

  23– 30

  600,00

 700,00 

Settembre

 

 30\8– 6

  300,00

 350,00 

 6– 13

13– 20

  250,00

 300,00 

E’ improbabile ritrovare lungo le sponde del Mediterraneo un altro luogo come il Parco Nazionale del Gargano capace di racchiudere in così poca estensione tanta biodiversità, siamo di fronte ad un piccolo microcosmo, una vera isola biologica.

Il Parco Nazionale del Gargano

ricopre un'estensione di circa 121.118 ettari, al cui interno ritroviamo una serie di habitat unici nel loro genere. Si passa dalle fitte ed estesissime foreste, per le quali è famoso, alla macchia mediterranea, dai grandi altipiani carsici, ricchi di doline ed inghiottitoi, alle ripide falesie sul mare, punteggiate da fantastiche grotte, dalle erte e boscose valli che scendono verso il mare, alle lagune costiere di Lesina e Varano, dalle colline e pianure steppose alle Paludi di Federico II. Fanno parte di questo gioiello le quattro Isole Tremiti circondate da un mare cristallino e ricche di grotte.

 

Peschici

si erge su di una rupe a picco sul mare e domina una baia fra le più belle di Italia. Qui la costa è costellata di numerose grotte dagli incantevoli colori dove il verde dei pini d’Aleppo si specchia nell’azzurro cristallino del mare.

Le sue origini risalgono ad Ottone I che, per liberare il Gargano dai Saraceni, chiamò gli Slavi. Il capo di questi, Sueripolo, con il suo esercito li scacciò e fu remunerato dall’imperatore con le due colonie di Vico e di Peschici.

Storicamente la città è legata alle sorti dell’Abbazia di Santa Maria di Càlena, donata ai Benedettini delle Isole Tremiti dal Vescovo Leone della Diocesi di Siponto nel 1023. Anche il medievale castello che sorge sull’estremità della rupe apparteneva ai beni della Abbazia che svolse un ruolo economico- sociale molto importante per tutto il sec. XI.

A due chilometri da Peschici sorge il piccolo Santuario della Madonna di Loreto, grande quanto una grossa barca. E' il santuario che un gruppo di pescatori di Peschici decise di costruire per atto di devozione verso la Madonna il cui intervento miracoloso aveva permesso loro di salvarsi in una notte di tempesta. I pescatori sciolsero il loro voto costruendo la cappella grande quanto la loro barca. Ospita diversi ex-voto marinari a forma di barche, remi e velieri. La Madonna di Loreto viene ricordata ogni secondo lunedì dopo Pasqua, quando gli abitanti del paese vi si recano ed è usanza consumare i tipici dolci pasquali a forma di cestelli con le uova sode chiamati “i canestredd”.

Ricco di scorci suggestivi è il centro storico con le sue case costruite a picco sul mare e le tipiche coperture a cupola, tinte di calce bianchissima. Lungo la costa è possibile ammirare le antiche torri di avvistamento costruite a protezione dalle invazioni turche nel sec. XVII.

Oggi Peschici è un rinomato centro turistico dotato delle migliori strutture per una vacanza in totale relax nel verde del Parco del Gargano.

Da visitare: L’Abbazia di Santa Maria in Calena, la Baia di Manaccora, la spiaggia Gusmai e la baia del Turco.
Feste e manifestazioni: Festa di Sant’Elia il 21 di Luglio, la Processione della Madonna di Loreto il secondo lunedì dopo Pasqua.

 

Isole Tremiti
 
Di fronte al lago di Lesina, a sole 10 miglia marine dalla costa, sono localizzate le Isole Tremiti. L'arcipelago è costituito da tre isole principali, San Domino, San Nicola e Capraia, dalla piccola e disabitata isola di Cretaccio e dal caratteristico scoglio denominato La Vecchina.

Anticamente erano chiamate Insulae Diomedeae dal mitico eroe greco Diomede, compagno di Ulisse. La leggenda narra che ritornando ad Argo trovò sua moglie infedele e riprese il mare con i suoi compagni. Approdò nella Daunia fondandovi numerose città, ma morì e fu sepolto nell’’arcipelago che da lui prese il nome. I suoi compagni furono trasformati da Venere in uccelli – le diomedee o procellarie – che con il loro stridulo lamento ricordano ancora la morte del loro re.

I Romani chiamarono le isole Trimerus o Tremetis o ancora Tremetum, come si legge negli Annali di Tacito e molto probabilmente l’etimo può risalire al numerale latino Tres (neutro Tria) essendo tre le isole maggiori. Scrive Tacito che al tempo di Tiberio vi morì Giulia, nipote di Ottavio Augusto che lì la relegò a causa della sua vita dissoluta. Vi rimase 20 anni e fu seppellita sulla stessa isola di San Nicola.

Nel Medioevo si affermò l’attuale toponimo e i nomi di San Domino e San Nicola sono dovuti alla presenza di antiche chiese dedicate al culto di questi santi. L’isola Capraia deve il suo nome alla presenza sulle sue pendici di numerosi cespugli di capperi.

Nel Medioevo notevole importanza acquistò il Monastero fondato nel 1010 dai Benedettini Cassinesi sull’isola di San Nicola. Monastero definito “un Mont-Cassin en plein mer” e la cui chiesa di Santa Maria e i resti della fortezza rimangono gioielli architettonici di mirabile bellezza.

L'abbazia fu soppressa nel 1780 con decreto di Ferdinando II che vi sostituì una colonia penale. Il fascismo le trasformò da colonia penale in confino politico per i dissidenti del regime.

Attualmente solo 300 abitanti vi risiedono tutto l’anno, in particolare sull’isola di San Nicola ove è presente l’antico nucleo abitativo, mentre durante l’estate il turismo porta sulle isole centinaia di appassionati di sea wathcing. I fondali delle isole sono uno spettacolo meraviglioso per la varietà di pesci e conchiglie presenti e, dal 1998 ospitano la più grande statua sottomarina mai realizzata al mondo raffigurante un solare Padre Pio da Pietrelcina opera dello scultore foggiano Domenico Norcia.

 

San Giovanni Rotondo
 
In una conca al centro del Gargano, alle pendici del Monte Calvo, San Giovanni Rotondo deve la sua fondazione agli antichi abitanti di Castelpirgiano, ed il suo nome ad un antico tempio di Giano a forma circolare sul quale fu in seguito edificata la chiesetta dedicata a San Giovanni Battista dai Longobardi.

Federico II fortificò il paese edificandovi mura di cinta e ben 15 torri a difesa del promontorio garganico. Molte delle torri risultano oggi inglobate nell’abitato. Il centro storico è ricco di luoghi di devozione come la chiesa di Sant’Orsola e quella di Sant’Onofrio (del 1300) e la Cappella della Madonna di Loreto. La presenza di tanti luoghi di culto non sorprende trovandosi, San Giovanni Rotondo, lungo la Via Sacra Longobardorum, fra il Convento di San Matteo e l’abbazia della Madonna di Pulsano.

La città è ormai indissolubilmente legata alla figura di Padre Pio ed al Santo deve la sua fama attuale. L’umile fraticello conserva intatta la sua carica spirituale a tanti anni dalla sua morte e il suo maggior miracolo, innegabile anche per i più scettici, è lì sotto gli occhi di tutti: [La Casa Sollievo della Sofferenza fiore all’occhiello della sanità privata italiana, all’avanguardia nella ricerca e nella cura delle malattie.

Ed alla sua figura sono legate opere architettoniche di grande rilievo come la monumentale Via Crucis, ma anche la piccola Cappella di Santa Maria delle Grazie dove la presenza del Frate raccolto in preghiera davanti all’altare è ancora sentita dai tanti fedeli che affollano quotidianamente il Convento dei Cappuccini.

Sono stati ultimati i lavori della nuova Chiesa del convento, progettata dall’architetto Renzo Piano, che può accogliere circa 10.000 fedeli in una struttura grandiosa e semplice, come fu la spiritualità e santità del Santo di Pietrelcina.

Da vedere: La Monumentale Via Crucis con la statua bronzea del Santo realizzata da Francesco Messina, il complesso del Convento dei Cappuccini ed il plastico della Nuova Chiesa in costruzione, i reperti archeologici dell’antico Borgo Sant’Egidio e di La Curvara.

[g[Feste e manifestazioni: Festa della Madonna delle Grazie l’8 di Settembre la Festa di San Giovanni Battista il 24 di Giugno, l’Anniversario della nascita di Padre Pio il 25 Maggio e l’Anniversario della sua morte il 23 Settembre.

 

Monte Sant'Angelo

Monte Sant’Angelo domina l’intero Gargano con i suoi 800 metri dal livello del mare offredo un panorama mozzafiato sull’intero golfo di Manfredonia spaziando sino alla costa barese.

Certamente uno dei centri più caratteristici e meglio conservati del parco, Monte Sant’Angelo offre al visitatore bellezze architettoniche, chiese e delizie gastronomiche che lo rendono uno dei paesi più visitati del Gargano.

Deve il suo nome all’Arcangelo Michele che qui vi apparve, intorno al V secolo, in una grotta sulla quale oggi è edificato il Santuario dell’Arcangelo. Gioiello architettonico, è uno dei più cari alla cristianità e meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Particolarmente interessanti sono le porte di bronzo del sec. XI, la statua di alabastro dell’Angelo attribuita al Sansovino, la sedia episcopale marmorea di Leone II del sec:XII, la croce argentea di Federico II.

A pochi chilometri ad ovest del centro abitato è possibile visitare l’antica Abbazia di Santa Maria di Pulsano, risalente al 1100, ad opera di San Giovanni da Matera, posta lungo la Via Sacra Longobardorum, su di un balzo che domina la pianura sottostante. Recentemente restaurata, conserva pregevoli esempi di icone bizantine.

La Tomba di Rotari è un battistero del XII secolo con copertura a cupola, o Tumba. Rotari, re dei Longobardi morto nel 652, è noto per la promulgazione dell’editto che porta il suo nome: una prima raccolta di leggi scritte, fondata sulle antiche consuetudini germaniche, ma influenzate dal diritto romano.

Da visitare:Il Santuario di San Michele Arcangelo, l’Abbazia della Madonna di Pulsano, il Museo Etnografico “G.Tancredi”, il Castello, il quartiere medievale detto “Junno” .
Feste e Manifestazioni: Raduno folcloristico dal 10 al 20 di Agosto, la Festa di San Michele l’8 Maggio e il 29 di Settembre, la Sagra della Fanoja di San Giuseppe il 18 di Marzo.

 

Vico del Gargano
 
Sorge su di un colle che domina la costa nord del Gargano. Il territorio di Vico comprende un’area che spazia dal verde ombroso della Foresta Umbra sino alle azzurre trasparenze del mare di San Menaio e Calenella, spiagge fra le più belle ed ammirate del Gargano.

La zona è ricchissima di sorgenti, circa 80 che irrigano gli agrumeti di Vico. Vanto del paese da diversi secoli, gli agrumi autoctoni della specie “Arancia bionda del Gargano” e “Limone Femminello del Gargano”, hanno recentemente ottenuto il marchio di garanzia IGP (Indicazione Giografica Protetta).

Vico ha origini antichissime come testimoniano gli insediamenti preistorici del Monte Tabor. I primi documenti storici fanno risalire le sue origini medievali agli Slavi (o Schiavoni) provenienti dalla Croazia che liberariìono l’area dai Saraceni e furono ricompensati da Ottone i con la concessione di questo sito. In seguito Federico II fece erigere il Castello di cui restano due torrioni con volte ad ogiva. Anche le mura di cinta con le 22 torri sono dovute all’imperatore Stupor Mundi, ed il centro storico ha conservato il suo impianto medievale originario a scacchiera. Merita una romantica sosta il Vicolo del Bacio dove, come per il balcone di Romeo e Giulietta, gli innamorati lasciano missive e promesse d’amore. Daltronde Vico è denominata “città dell’amore” e San Valentino è il suo Santo Patrono! E la devozione che la popolazione porta verso il suo Santo è manifestata durante la processione il 14 di Febbraio, quando la statua del Santo è decorata di zagare ed arance, simboli della festa.

Il rigoroso stile francescano è il locale Convento dei Cappuccini sul cui viale di accesso c’è uno degli alberi più preziosi del Gargano: una quercia millenaria di inestimabile valore naturalistico.

Vico sarà sede del progetto di Albergo diffuso nel Centro Storico: un progetto innovativo su come restarare un agglomerato di case antiche che ha coinvolto amministratori e tecnici locali, ma su indicazione ed ideazione dell’architetto Gae Aulenti.

Da vedere:Il Castello ed il Centro storico, il Convento dei Cappuccini, La necropoli del Monte Tabor.
Feste e manifestazioni:La festa di San Valentino il 14 di Febbraio, e la Festa della Madonna del Carmine il 14/15/16 di Luglio. La caratteristica processione del Venerdì Santo con le confraternite che accompagnano la Madonna con un cantico in latino struggente e melodioso.

 

Carpino
 
La piccola Carpino, sulla costa nord del Gargano, fra il lago di Varano e la Foresta Umbra, è un gioiello di architettura con il suo suggestivo centro storico dislocato su ripide stradine.

Il suo nome appare per la prima volta in una Bolla Papale del 1158 emessa dal pontefice Adriano IV, come ”Castellume Capralis” forse dalla presenza di caprioli nei dintorni o dai carpani, alberi di fusto alto diffusi in questa parte del territorio.

Agricoltura e pesca erano e rimangono le principali attività del paese. Carpino produce circa 20.000 quintali di olio, fra i più pregiati e rinomati d’Italia. Numerose occasioni di degustazione sono organizzate durante la raccolta e spremitura delle olive

Attirati dalla bellezza del suo centro storico e dal clima più secco e fresco rispetto alla costa, i turisti hanno scoperto la grazia di questo centro contadino. Notevole importanza ha acquisito, inoltre, il “Carpino Folk Festival” che permette di conoscere le antiche ballate del territorio e di perpetuarne la tradizione. Ogni anno personaggi importanti del panorama musicale vi si esibiscono e famosi sono diventati, grazie anche a Bennato, i Cantori di Carpino ed il loro folk singer Matteo Salvatore. Di particolare interesse il modo di suonare la chitarra battente, o di pizzicare le corde che ha attirato studiosi della musica.

Di notevole valore i manufatti lavorati all’antico telaio che vengono ancora usati dalle donne del paese riproducendo i disegni caratteristici ed i colori usati sin dai tempi dei saraceni.

Da visitare: Chiesa della S. Croce, di Cirillo, di San Nicola di Mira e il complesso archeologico delle Grotte di Minutillo.
Manifestazioni: Festa patronale di San Cirillo il 18 di Maggio, il Carpino Folk Festival ad Agosto e la festa di San Rocco il 16 di Agosto.

 

Vieste
 
Arroccata sull’estremità orientale del Gargano, Vieste è sicuramente il più conosciuto centro turistico del promontorio. Localizzata fra due spiagge sabbiose, sembra protendersi verso la vicina Dalmazia.

Le sue origini sono antichissime come è testimoniato dai diversi siti archeologici dei dintorni, dalle mura megalitiche e dai ritrovamenti di varie urne cinerarie, di utensili e tombe. Gli stessi ritrovamente fanno pensare che si tratti dell’antica Apenestre, già citata da Tolomeo nel III sec. A.C.

Sulla strada per la Foresta Umbra, a 7 chilometri dal centro abitato, vi era l’antica città di Merinum, ricordata da Plinio. Centro di una certa importanza sino al Medioevo, venne abbandonata, forse a causa delle avverse condizioni climatiche che resero l’area malarica. E’ possibile visitare i resti dell’antica città con quel che rimane dell’acquedotto.

Nel ‘500 venne ritrovata, presso la spiaggia di Scialmarino, una statua raffigurante la Vergine Maria, una pregevole scultura in legno di tiglio datata fra il sec.XIV e XV. La leggenda vuole che sia quanto rimasto della Antica Merinum ed il Santuario venne costruito sulle sue rovine nel sec.XV. I viestani Le sono particolarmente devoti e, il giorno della sua festa, l’8 di Maggio, Le dedicano un processione molto suggestiva: per quasi 15 chilometri l’effigie viene portata lungo la costa con il volto rivolto verso il mare in atteggiamento benedicente.

Il borgo vecchio è tipicamente medievale snodandosi tutto intorno al Castello, quest'ultimo voluto da Federico II nel 1240, e dentro le mura che circondano l’abitato. Il Castello e le numerose Torri di avvistamento lungo la costa ricordano che il territorio fu sempre terreno di razzie per Turchi e Saraceni. E da questi Vieste fu ripetutamente saccheggiata e razziata. Un episodio particolarmente crudele è ricordato dalla Chianca Amara, pietra sulla quale furono decapitati quasi 5000 viestani dal turco Dragut nel 1554.

Nel punto più alto del centro storico di particolare suggestione è la vecchia chiesa di San Francesco molto cara ai marinai della zona. Poco distante dalla Chianca Amara, la Cattedrale istituita ad opera del Bizantini nel sec. X. Al suo interno una pregevole bassorilievo di scuola napoletana del ‘500. Adiacente svetta il possente Campanile costruito nel sec. XVI in stile barocco.

Da Vieste è inoltre possibile visitare la costa ricca di grotte di incomparabile bellezza, di spiagge bianchissime ed accoglienti calette. Proprio all’ingresso del paese il monolite di Pizzomunno sembra dare il benvenuto ai visitatori.

Da vedere: l’Oasi naturalistico - archeologica La Salata. Il Santuario della Madonna di Merino, La cattedrale ed il Castello, il centro storico.
Feste e manifestazioni: La festa della Madonna di Merino l’8 di Maggio, la processione di San Giorgio il 23 di Aprile, il festival del cinema in Agosto e il Maggio concertistico viestano.

 

La Foresta Umbra

E' il polmone verde del Parco Nazionale del Gargano, è uno degli ambienti classici per l'osservazione dinamica del fluire delle stagioni, ma il fascino che emana una visita notturna è veramente unico.

Muovendoci nella notte in questo ecosistema dove avanzano silenziosamente migliaia di specie, dal piccolo toporagno al capriolo, sentiremo espandere i nostri sensi ed impareremo ad ascoltare il silenzio e ad utilizzare a pieno il nostro udito per "vedere" nel buio impenetrabile della Foresta.

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